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Il mio vicino Totoro

Gioielli di Animazione dal Mondo – GIAPPONE

Hayao Miyazaki è tra le più grandi personalità dell’animazione del pianeta.

Di fronte a un film di Miyazaki non siamo mai di fronte a una semplice favola ma troviamo valori, magia, crescita e anche rappresentazioni a volte crudelmente realistiche eppure ricche di filosofia, spiritualità e poesia tipiche del popolo del Sol Levante.
Un mondo da sogno in cui i valori e le vicende vissute in prima persona dall’autore, sono spesso presenti e riconoscibili. Temi ricorrenti sono il pacifismo, la forza delle donne, le bellezza e l’importanza dell’armonia con la natura in storie che non nascondono le difficoltà della vita.

Lui stesso descrive cosa rende un film degno di essere realizzato: “un film viene generalmente giudicato in base ai numeri del botteghino e all’interesse che genera, ma per me il criterio di valore è che i bambini che lo guardano vorranno poi, da grandi, mostrarlo ai propri figli” (The life of Hayao Miyazaki – Brut America)

Miyazaki e l’amico Isao Takahata, fondatori dello Studio Ghibli, scelsero proprio Totoro, personaggio amatissimo dai bambini giapponesi, come logo e personaggio rappresentativo e “protettore” del loro lavoro.
Tanti titoli creati da questo studio e direttamente da Miyazaki, sono diventati pilastri dell’animazione mondiale, non solo per bambini: Il mio vicino Totoro, La città incantata, Il castello errante di Howl, Ponyo sulla scogliera sono solo alcune delle opere più note.

In questo film Miyazaki è autore dell’intera opera: sceneggiatura, disegni a mano e regia.

Il maestro giapponese racconta qui la magica avventura, ambientata negli anni ’50, delle sorelle Mei e Satsuki, di quattro e undici anni, che si trasferiscono in campagna col padre, in attesa della madre, costretta in ospedale da una difficile malattia. Mei riuscirà a penetrare nel cuore recondito della foresta dove stringerà amicizia con il gigante Totoro, re degli spiriti del bosco. E’ l’inizio di un rapporto prezioso, che coinvolgerà presto anche Satsuki, oltre che l’ingresso in un mondo nuovo che regge e governa all’insaputa di molti il mondo ordinario, talvolta piega le sue leggi e prepara per ciascuno una vita ricca di affetti, donando a tutti i suoi esseri una natura in perenne rigenerazione. Questo è infatti il potere di Totoro: propiziare la rinascita degli alberi, far cantare la foresta e affascinare chi, con sguardo semplice, riesce a credere ancora nella magia del mondo e nella sua essenza divina.

CURIOSITÀ

Quando Miyazaki concepì per la prima volta Il mio vicino Totoro, la protagonista era unica ed era una bambina di 6 anni. Prima di avviare la produzione però, decise di dividerla in due sorelle, una più grande e una più piccola di quella che aveva in mente. Ecco come sono nate Satsuki e Mei. La loro origine comune è visibile nel nome: “Mei” è la versione giapponese della parola inglese per maggio (May); “Satsuki” è un termine in giapponese arcaico per il quinto mese dell’anno, maggio appunto.

Il film è in parte autobiografico. Quando Miyazaki e i suoi fratelli erano piccoli, la loro madre ha sofferto di tubercolosi spinale per nove anni, trascorrendo molto del suo tempo in ospedale. Di conseguenza nel film, anche se non viene mai rivelato, la madre di Satsuki e Mei soffre anch’essa di tubercolosi. Miyazaki una volta disse che per lui sarebbe stato troppo doloroso se i due protagonisti fossero stati bambini anziché bambine.

In Giappone si crede che i gatti abbiano il potere magico di cambiare la loro forma se sono abbastanza vecchi, ed essi sono chiamati “Bake Neko”. Il gatto-bus è proprio uno di questi bizzarri esseri, che ha visto un autobus e ne è rimasto affas­cinato, decidendo così di assumere il suo aspetto.

Gli alberi entro i quali sono soliti vivere i totoro, sono adornati da corde sacre, chiamate Shimenawa, costituite da nastri di carta e paglia di riso, e stanno a sottolineare la sacralità della pianta; quando il padre e le due bambine legano un fiocco all’albero, lo fanno per ringraziare il suo spirito e quello di tutta la foresta per aver protetto Mei quando si era persa.

Il grande O Totoro è grigio, quello medio (Chu) è blu, mentre il piccolo (Chibi) è bianco. O vuoi dire grande, Chu significa medio e Chibi piccolo.
 

COMMENTI

Una fiaba moderna, un film dichiaratamente per bambini ma dal quale, come in tutte le pellicole di Miyazaki del resto, anche gli adulti possono e dovrebbero trarre insegnamento. Qui è racchiusa l’intera poetica miyazakiana: c’è l’amore per l’ambiente, per i bambini, il rimpianto per un passato in cui la società ra più grabata e gentile verso il prossimo.
Ciò che stupisce, ma non troppo, del film, è la sua innata freschezza a vent’anni di distanza dal suo esordio nei cinema nipponici. Un’opera indispensabile, graziata, per una volta, da un adattamento italiano encomiabile. (Andrea Chirichelli – Mymovies.it)

Come sempre, Hayao Miyazaki con potere demiurgico e disegno a mano, riesce a creare espressioni efficaci per ciascuno dei suoi protagonisti, così umani nelle loro movenze, così commoventi nei ripetuti pianti e sorrisi. In Giappone il film ebbe grande successo tra i più piccoli. Tuttavia, vista la distanza culturale siderale (quella giapponese è satura in ogni racconto di presenze misteriose e passaggi narrativi non perfettamente logici), qui in Europa il film verrà apprezzato un po’ meno dai piccoli, piacendo maggiormente al pubblico medio – adulto. Fatta questa dovuta precisazione, guardatevi il film: è un’opera d’arte. (Andrea Puglia – sentieridelcinema.it)

 

 

Giappone – 1988 (in Italia 2015)
Genere Animazione –
Regia di Hayao Miyazaki.

Durata 86′
per tutti  (dai 4 anni)

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Maggio 07 2022

Details

Date: 7 Maggio
Time: 16:00
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Venue

Cinema

TEATRO CENACOLO FRANCESCANO - Piazza Cappuccini, 3
Lecco, 23900 Italia

Accesso alla sala:
l'accesso alla sala fino al 30 Aprile è possibile con GreenPass Rafforzato e con mascherina FFP2 (dai 12 anni); per i bambini dai 6 ai 12 mascherina obbligatoria.