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Il GGG

Gioielli di Animazione dal Mondo – GRAN BRETAGNA

“«Sì, io è un gigante-soffia-sogni» disse il GGG; «quando tutti gli altri giganti se ne trotta in giro per papparsi la gente dei vari popolli, io corre in altri posti per soffiare sogni nelle camere dei bambini dormentati. Bei sogni. Sogni che rende felici».
«Un momento» disse Sofia, «ma dove li va a prendere, questi sogni?»
«Li colleziona» disse il GGG mostrando con un ampio gesto le file e file di barattoli sugli scaffali. «Ne ha a bilioni».
«Ma come fa a prenderli?» (…).
Il GGG si installò comodamente sulla sedia e accavallò le gambe.
«Sogni» disse «è una cosa molto misteriosa. Flotta nell’aria come bollicine di gazosa in cerca della gente dormentata».”

Tratto dall’amatissimo libro di Rohal Dahl, Il GGG, il film racconta la storia di Sophie, insonne ragazzina ospite di una orfanatrofio, e del suo incontro con un gigante che parla una strana lingua e “soffia” sogni nel sonno dei bambini.
Una testimone oculare, però, non può essere lasciata libera di raccontare i segreti cui ha assistito, e per Sophie inizia un viaggio fantastico tra le meraviglie e i pericoli della terra dei Giganti.

Tra tutti i suoi libri, Il GGG era quello che Dahl amava di più.
Nella protagonista ha ritratto la nipotina Sofia e lui, che era alto quasi due metri, non doveva trovare molto difficile immedesimarsi nel Grande Gigante Gentile, capace di allietare la vita dei bambini con storie simili a sogni meravigliosi. Per quali altri motivi Il GGG doveva apparirgli come il suo libro più classico? Pensiamo alla caratterizzazione dei giganti, creature che ricordano i giganti e i ciclopi dell’antica Grecia e insieme gli orchi delle fiabe, simboli della ferocia cieca e ottusa; pensiamo alla sorprendente entrata in scena della Regina d’Inghilterra; pensiamo soprattutto alla tenera figura del GGG e al suo straordinario modo di esprimersi, una delle più irresistibili invenzioni linguistiche di tutta la letteratura infantile.
Il film è stato girato in motion capture, una tecnica computerizzata che consente di catturare i movimenti degli attori attraverso una tuta speciale che essi devono indossare. La tuta è ricoperta da sensori capaci di trasmettere al computer tutte le informazioni necessarie sui gesti, gli spostamenti e le azioni degli attori cosicché speciali software possano riprodurli digitalmente. In questo modo i personaggi sono dotati di una mobilità assai realistica e le figure animate sono sempre più simili a quelle umane: non sembra esserci alcuna differenza, infatti, tra i movimenti di Sofia e quelli del GGG. (da cinemascuola.lombardiaspettacolo.com)

COMMENTI

Di cosa sono fatti i sogni? Roald Dahl, autore di tanti libri per bambini e ragazzi (che il cinema ha valorizzato più di una volta, da Willy Wonka a Matilda 6 mitica), lo sa, e ce lo ha raccontato nel GGG – Il Grande Gigante Gentile. Steven Spielberg, con la visionarietà e la capacità narrativa che lo contraddistinguono, ci mostra il paese dei Giganti: è una specie di discarica delle attività umane. Ci sono vecchi camion, relitti di navi, la ruota di un luna park. E soprattutto ci sono giganti che semplicemente divorano gli esseri umani, trovandoli assai gustosi. Mentre questi sono sempre alla ricerca di qualcuno da mangiare, il GGG passa il suo tempo cercando i sogni. Li scova in un posto che conosce solo lui, li cattura con una rete da farfalle, li imbottiglia, li etichetta con cura e in bella calligrafia. La notte poi si aggira per le strade di Londra, ascolta il battito del cuore dei bambini e con una tromba magica soffia i sogni direttamente nel loro inconscio. Come non pensare che in fondo Spielberg si identifichi anche lui col GGG, occupato com’è a creare sogni per gli spettatori di tutte le età, circondati da notizie noiose o deprimenti?
Sbaglierebbe chi trovasse la trama della storia troppo sottile per farci un film: Spielberg usa fino in fondo le possibilità dell’animazione digitale per regalarci un sogno ricco di meraviglie e avventura, una volta tanto scevro da sequel e da godere così com’è. (Beppe Musicco – sentieridelcinema.it)

Scoperta dell’altro, potere della fantasia e del sogno, e infine confronto tra grande e piccolo, dove (nel paradosso su cui poggia la storia) la potenza del (fisicamente) grande fa affidamento sull’acume e l’ingegno del piccolo, capace di immaginare una soluzione ai soprusi del più forte. (Elena Pedoto – cinema.everyeye.it)

Il tema della diversità per Dahl è fondamentale. Sophie è diversa in quanto orfana, è diversa in quanto divergente rispetto alle disposizioni delle istituzioni (come Matilda) ed è una sognatrice ad occhi più aperti che chiusi. Ma anche il GGG è un diverso nel suo mondo in cui è, di fatto, un nano (quanti sviluppi ha nel film questa difformità di sguardi e di valutazioni tra Umani e Giganti!). (Giancarlo Zappoli mymovies.it)

per tutti (dai 6 anni)

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Maggio 28 2022

Details

Date: 28 Maggio
Time: 16:00
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Venue

Cinema

TEATRO CENACOLO FRANCESCANO - Piazza Cappuccini, 3
Lecco, 23900 Italia

Accesso alla sala:
l'accesso alla sala è possibile con mascherina FFP2 a partire dai 6 anni.